Grana Padano, nel 2016 l’export ha sfiorato i 600 milioni

Nella classifica dell’export Grana Padano e Parmigiano Reggiano la fanno da padroni coprendo il 65% delle esportazioni di formaggi dop, c’è poi il Gorgonzola (15%), il Pecorino Romano e il Fiore Sardo che insieme coprono il 12%; segue la Mozzarella di Bufala (fonte Ansa).

grana-padano-italcaseusVolano le quotazioni del Grana Padano e del Parmigiano-Reggiano negli ultimi sei mesi del 2016. I due formaggi Dop sono entrati nel paniere di indicizzazione del prezzo del latte in base all’accordo concluso con Lactalis, colosso francese che controlla Parmalat e marchi come GalbaniCademartori e Invernizzi. Da giugno a dicembre – secondo un’analisi di Coldiretti Lombardia su dati Clal – le quotazioni medie mensili del Grana Padano stagionato dai 12 ai 15 mesi sono salite del 10% toccando gli 8,45 euro al chilo, mentre quelle del Parmigiano-Reggiano (stessa stagionatura) hanno segnato un incremento medio mensile di oltre il 13%, arrivando a 9,55 euro al chilo nell’ultima quotazione massima di dicembre. Si tratta di un segnale importante per due prodotti simbolo del Made in Italy che sono anche tra i formaggi più apprezzati anche all’estero, spiega Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia.

Solo nel periodo gennaio-settembre 2016 l’export ha sfiorato i 600 milioni di euro, con un incremento di quasi il 7% rispetto allo stesso periodo del 2015, mentre il numero di forme inviate all’estero ha sfondato quota 65.500. Grana Padano e Parmigiano-Reggiano rappresentano quasi un terzo del totale delle esportazioni italiane di formaggi nel mondo.

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